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La moto di Marlon Brando

La moto di Marlon Brando

Marlon Brando nel 1953 con “il Selvaggio” entra nella leggenda dei road movie e con una Triumph 6T Thunderbird segna per sempre lo stile e la filosofia di generazioni di bikers

Tutto inizia con un fatto di cronaca realmente accaduto; durante i giorni della festa del 4 luglio nel 1947 nella cittadina di Hollister, in California, un MC (motorcycle club) di 4000 motociclisti irrompe e scatena una rissa. Di ciò ne dà conto la rivista Life poche settimane dopo. Frank Rooney la nota tanto da scrivere il breve racconto “The Cyclists’ Raid” pubblicato nel 1951 nell’Harper’s Magazine e poi, l’anno successivo, in una raccolta delle migliori storie brevi americane. Da quel racconto arriva la sceneggiatura per “The Wild One”, uscito in USA nel 1953 (e in Italia con il titolo “Il Selvaggio” nel 1954).

Non vogliamo raccontare la trama di questo film che – per chi non l’avesse visto – deve diventare un must. Ci interessa qui sottolineare che nell’immaginario collettivo il film è il racconto di una banda di teppisti in motocicletta che semina il terrore nella piccola cittadina di Wrightsville, ma visto oggi questo film è un affresco su un’epoca leggendaria e pionieristica fatta più di lealtà che di violenza. La cosa che stupisce di più chi oggi guarda questo film è che (soprattutto nella prima parte) nessuno ha realmente paura di questi ragazzotti con giubbotto di pelle. La differenza culturale tra i cittadini e i bikers (e tra i bikers tra loro) si scontra con la presa in giro, con la bravata, con la disobbedienza, ma non con la violenza come fatto originale. Quella arriva dopo come conseguenza, non come causa.

Non si va in nessun posto! Questo lo facevano i nostri nonni. Si va, e via: il sabato ci si trova assieme e si va fuori. L’importante è scappare, andare a tutto gas ogni tanto.

Inutile dire che questo film andrebbe proposto ancora perché ha tanto da insegnare anche ai giovanissimi: le bande come quella di Johnny e dei suoi Black Rebel Motorcycle Club (terribilmente tradotto in Banda dei Ribelli Motociclisti), pur essendo ribelli nulla hanno a che spartire con gli atti codardi e vili di cui si rendono protagoniste le gang di oggi.

La moto di Marlon Brando che interpreta Johnny Strabler in The Wild One è una Triumph 6T Thunderbird del 1950. Si trattava per quell’epoca di una moto di nuovissima concezione, essendo entrata in produzione solo l’anno prima. Si racconta che Marlon Brando si innamorò della Triumph 6T Thunderbird durante le riprese del film tanto da volerne una per sè esattamente uguale.

Nel film “Il Selvaggio” Marlon Brando ha un rivale, il fantastico Lee Marvin (che interpreta Chino, il capo dei Beetles). Nella pellicola Lee Marvin guida una Harley Davidson Hydra Glide (antenata della Electra Glide) del ’49, la prima bicilindrica di Milwakee con le forcelle idrauliche. Per lui fu un colpo di fulmine sia con le moto e con i motori, tanto che subito dopo il film acquistò una Triumph Tiger Cub 200 con la quale partecipò a numerose gare di velocità nel deserto.

“The Wild One” in qualche modo racconta il periodo in cui la AMA (American Motorcyclist Association) si distaccò dai comportamenti fuori dalle righe delle bande di motociclisti non inquadrate. Queste bande vennero definite come l’1% del movimento di appassionati di moto americano per rimarcare che la grande maggioranza di essi era composto da motociclisti per bene. Di fatto il termine “Onepercenter” o “1%er” è divenuto un segno distintivo che ha fatto decisamente fortuna nel mondo dei bikers.

Non solo: la stessa Triumph Motorcycle non accolse con entusiasmo il film, anzi. La casa britannica si risentì di come vi fossero impiegate molte sue motociclette col rischio che divenissero in qualche modo una sorta di simbolo per una generazione di ribelli. Triumph aveva ragione nel ritenere che quelle sue moto sarebbero diventate un simbolo ma non poteva immaginare che con quel film avrebbe lanciato il brand britannico nella leggenda, facendone una delle marche più vendute al mondo.

LO SPIRITO DEL SELVAGGIO DA VIVERE OGGI

Abbiamo chiesto agli amici di Triplebike della Triumhp Motorcycle di Vicenza quale moto oggi potrebbe far rivivere quelle stesse emozioni di libertà, strada libera e ribellione, come nella scena di apertura del film “The Wild One” divenuta un cult hollywoodiano. Si tratta di pelle, stile, essenzialità e potenza: valori che si possono esaltare oggi su una monoposto come la Triumph Bonneville Bobber (volendo con il manubrio Ape Hanger). Un salto in concessionario e ci si toglie la curiosità 😉


THE WILD ONE – IL TRAILER

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