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Le moto della Grande Guerra: verso il motoraduno del Centenario

Le moto della Grande Guerra: verso il motoraduno del Centenario

Il 12 novembre 1918 il caporale Roy Holtz di Chippewa Falls, nel Wisconsin, è il primo americano ad entrare in Germania dopo la firma dell’armistizio: è in sella ad una Harley-Davison.

Una grande assente nelle celebrazioni del Centenario della Grande Guerra sembra essere la motocicletta. Eppure già durante il primo conflitto mondiale le motociclette hanno avuto un ruolo importante. Nella foto che pubblichiamo in copertina vediamo proprio una motocicletta fare un trionfale ingresso in territorio tedesco dopo la capitolazione dell’Impero d’Austria Ungheria nel novembre del 1918.

Qui sotto un’altra Harley Davidson, in una rara immagine “colorizzata”. Per la precisione è una Harley-Davidson Modello 17F/J prodotta ovviamente negli Stati Uniti dal 1917. Il motore è un 61 pollici cubici (un mille in centimetri cubici, tanto per rendere l’idea) con 15CV, dotato di una semplice ma rivoluzionaria trasmissione a 3 velocità.

Questa moto era davvero potente, veloce, resistente e al tempo stesso agile per il suo tempo, in grado di muoversi su terreni accidentati e pericolosi come possono essere quelli di un campo di battaglia. Era equipaggiata con una notevole varietà di accessori, tra i quali barelle ospedaliere, sidecar per i passeggeri, scudi metallici e mitragliatrici completamente automatiche.

Il governo americano ordinò per il suo ingresso nel teatro bellico del 14/18 uno stock di 20.000 motociclette da affidare alle truppe statunitensi. Una decisione presa dopo lo straordinario vantaggio che l’impegno delle due ruote in guerra aveva dato all’esercito a stelle e strisce nella caccia a Pancho Villa durante la rivoluzione messicana.

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